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martedì 29 dicembre 2009

CASTIGLIONE DEI GENOVESI (SA)



Paese di origine antichissima, fondato, come tutti gli altri della Valle, dai Picentini profughi dalla loro città Picentia, distrutta durante la guerra del 268 a.C., costretti dai Romani a vivere dispersi in piccoli "vici" sui monti, sorse sulle pendici del monte Monna o Cerreta, alto 1.196 ml, (che Jacopo Sannazzaro ricorda: …”coelo surgens Cerretia rupes pendent" ... ) in una zona che, oltre a
godere di un clima saluberrimo (a circa 600 ml/slm, fra verdissimi boschi e castagneti) ebbe anche, nei tempi andati, una notevole importanza strategica.
Legatissimi alle loro tradizioni, questi Picentini conservarono a lungo i loro costumi, le loro usanze, il loro culto religioso.
Di ciò testimoniano i ritrovamenti archeologici e l' esistenza di antichissimi templi pagani che il Sannazzaro stesso ricorda dedicati ad indigene divinità dei Picentini, del cui culto si serbano tracce nel folklore locale.
Certo è che al nucleo originario della popolazione si aggiunsero, nel corso di molti secoli, sovrapponendosi ai primi abitatori, elementi provenienti da altre regioni d' Italia o da oltr' Alpe: Longobardi, Goti, Normanni, Francesi, Spagnoli, in relazione alle diverse invasioni barbariche e alle varie conquiste delle quali il nostro Mezzogiorno tanto bello e desiderabile, quanto sfortunato, fu preda e teatro.
Nel Medio Evo Castiglione fu uno dei Casali delle pertinenze della città di Salerno e perciò partecipe di tutte le prerogative politiche, amministrative (soprattutto annonarie) della città capitale del Principato.
Castiglione, "pertinenza" della città di Salerno, era soggetto alla stessa amministrazione dell' Università salernitana. Verso la metà del XII secolo fu staccato come Casale di Salerno e concesso al nobile salernitano Giacomo Guarna, figlio di Pietro, conte di Lauro.
Il 4 ottobre 1294 il Re Carlo II ne informò lo Strategoto di Salerno che concesse ai fratelli Domnomusco (ai quali suo figlio Carlo Martello aveva già dato in feudo i Casali di San Cipriano, Filetta e Coperchia, siti nelle pertinenze di Salerno) anche i Casali di Castiglione e San Mango.
Ordinò la loro immissione nel possesso dei nuovi feudi, la prestazione del giuramento di fedeltà da parte dei vassalli e fissò l' aumento del servizio da prestarsi a suo figlio.
In seguito, Castiglione fu dominio dei fratelli Odorisio e Gualtiero di Aversa, i quali, ribellatisi al Sovrano, ne furono privati ed il feudo fu assegnato a Giacomo Bursone, signore di Satriano e di Giffoni.
Il 7 aprile 1346 la regina Giovanna I confermò ai Casali di Salerno, ed in particolare a San Cipriano e Castiglione, il "privilegio di Regio Demanio”, considerandoli come parte integrante della città di Salerno. Nel 1395 Re Ladislao concedette al nobile Nicolò Santo Mango e ai fratelli Landolfo e Martuccio i feudi di Filetta, San Cipriano e Castiglione, confiscati nel 1392 al ribelle Luise della Porta.
Privilegio che fu confermato nel gennaio 1442 da Alfonso d' Aragona, e, per oltre un secolo, le sorti dei paesi furono legate a quelle dei Baroni di Santo Mango.
Castiglione entrò, quindi, a far parte della baronia di San Cipriano e ne seguì le vicende feudali.
La baronia passò, successivamente, alla famiglia D' Avalos e nel 1594 lo stato di Giffoni e la baronia di San Cipriano furono venduti da Isabella D' Avalos, marchese di Pescara e del Vasto, a Matteo di Capua, Principe di Conca. Da Cesare di Capua, figlio di Matteo, i feudi passarono poi, nel 1628, a Francesco Figueras De Abros, il quale nel 1648 li rivendette a Carlo Doria, duca di Tursi.
Dalla famiglia Doria del Carretto i feudi nel 1750 passarono all' altro ramo, i Doria Landi-Pamphyli, principi di Melfi, che ne furono signori sino all' abolizione della feudalità (1806).
Già territorio della Provincia del Principato Citeriore di Salerno, con l' unità d' Italia Castiglione seguì le vicende politiche del limitrofo comune di San Cipriano Picentino, cui fu legato amministrativamente dal 1929 al 1946, quando ridiventò Comune autonomo con Regio Decreto n. 190 del 29 marzo 1946.


Pubblicato da Alfredo Scafuri
Informazioni storiche e foro tratte dal sito www.comune.castiglionedeigenovesi.sa.it

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